LAST STOP: THAILAND! (prima parte)

Ebbene sì, ancora in giro, ancora un altro viaggio.

Stavolta in Asia, per la prima volta, a scoprire e vivere una cultura a noi del tutto sconosciuta!

Infatti il primo impatto è strano, ti senti spaesato. L’odore è diverso, tutto è diverso da come te lo sei immaginato e da come siamo abituati a vedere il mondo orientale “noi” occidentali. Ma, se sei disposto ad abbandonare ogni preconcetto e ti lasci trasportare dalla curiosità, riuscirai a scoprire conoscere e capire la bellezza di una nuova cultura.

Prima di raccontarvi il nostro viaggio, premettiamo dicendo che il 13 ottobre è morto  Bhumibol Adulyadej. Voi direte, chi è? Il Re della Thailandia e il popolo, come da tradizione, rispetta un anno di lutto fino alla cremazione del suo Sovrano. Questo ha fatto sì che alcuni dei posti che volevamo visitare nella nostra prima tappa, Bangkok, fossero chiusi ai turisti. Perciò addio Palazzo Reale e niente Wat Arun

Non ci siamo persi d’animo e abbiamo visitato altri luoghi meravigliosi presenti nella città di Bangkok: il Wat Pho, tempio buddhista composto da una serie di edifici, uno dei quali ospita il Buddha reclinato, una raffigurazione imponente del Buddha ricoperta d’oro di 46 metri di lunghezza per 15 di altezza; stesso vale per il Wat Benjamabophit o Tempio di Marmo, costruito interamente di marmo di Carrara (giusto perchè gli italiani sono sempre ovunque!).

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Le visite ai templi sono state molto belle e spirituali. E’ stato affascinante vedere il rapporto che il popolo thailandese ha con la religione e questo ci ha aiutato a capire più a fondo la loro cultura attraverso la loro religione e ad entrare in contatto con questo popolo.

Terminato il primo di una serie di tour, andiamo alla scoperta della città.

Bangkok è una continua contraddizione. Convivono tradizione e modernità, grattacieli e baraccopoli, centri commerciali con negozi costosi e piccole bancarelle di prodotti artigianali, nei quali abbiamo fatto dello shopping sfrenato.

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Lumphini Park, nel centro di Bangkok
Buona parte della popolazione, soprattutto la più giovane, è al passo con i tempi, vive di tecnologia e segue la moda. Ma una grossa fetta è ancorata allo stile di vita tradizionale, che fortunatamente viene insegnata e tramandata anche grazie alle scuole, le quali tengono corsi sulla boxe thailandese e i tipici massaggi thailandesi (il discorso happy ending è un’altra storia!!).

Shopping a parte, il giorno seguente siamo andati a visitare “il mercato galleggiante di “Damnern Saduak”, a un centinaio di kilometri da Bangkok.

Abbiamo iniziato questa bellissima visita prendendo una long boat, piccola e stretta imbarcazione, che ci ha condotto in questo agglomerato di palafitte. Peccato che quel giorno ci fosse una pioggia tropicale torrenziale, ma rimane una delle esperienze più divertenti e vere che abbiamo mai fatto.

Il mercato è surreale, suggestivo e vivo. I mercanti espongono la merce sulle loro barche, alcune delle quali diventano anche delle vere e proprie cucine dove ti preparano autentiche prelibatezze, come le banane fritte o il tipico tom yam (zuppa tipica thailandese).

E’ stata probabilmente una delle tappe del nostro viaggio che abbiamo preferito.

La pioggia non ci ha abbandonato anche quando siamo andati a Nakhorn Pathom dove abbiamo visitato l’edificio buddista più alto del mondo (una pagoda di 127 metri) dove si trova una delle 9 reliquie di Buddha in territorio Thailandese.

Dopo tutto questo girare, finalmente si mangia!

Per il pranzo ci siamo fermati in un posto meraviglioso: il Sampran Riverside (Rose Garden). Questo magnifico complesso ospita zone per banchetti, ristorante, resort, e una zona dove persone del luogo vengono a riprodurre le loro tradizioni. Avremmo dovuto goderci uno spettacolo tipico Thai, ma a causa del lutto nazionale sono stati annullati. Tuttavia abbiamo visto come dipingono gli ombrelli di carta, come modellano la creta, la creazione degli abiti tipici e dato da mangiare a due elefanti!

Rientrati in città, decidiamo di passare la sera nel mercato di Pat Pong a Bangkok, una strada privata che alle 18 viene chiusa e diventa un mercato di oggetti riprodotti fedelmente (dei veri e propri falsi!). Molto pittoresco, per così dire, ma attenti che è anche la zona dove la prostituzione va per la maggiore!

Per concludere il soggiorno a Bangokok, l’ultima sera siamo anche andati nel famoso Sky Bar di “Una notte da leoni 2”, posto molto suggestivo con una vista fantastica sul fiume Chao Praya,  e sulla città. Forse il posto più costoso di tutta la Thailandia, ma ne è valsa davvero la pena!

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Da qui siamo partiti alla volta delle vecchie Capitali del Siam e del Nord di questo splendido Paese!

Direi che per adesso è tutto, a presto con la SECONDA PARTE!

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